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DAL 1861 AL 1918
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Qui e nei pressi di Temù concentrarono e raggrupparono le loro truppe formate da un contingente di circa tremila uomini ben armati, fortemente motivati alla guerra e ottimamente equipaggiati. Vennero subito rafforzate alcune postazioni, creati dei fossi e eretti dei terrapieni che formavano una nuova forte linea difensiva da cui il comando austriaco avrebbe potuto far compiere delle sortite che avrebbero potuto colpire tutta l'alta Valle. Dal comando Italiano era intanto partito l'ordine di trasferire al più presto il Valle Camonica, un battaglione di bersaglieri, vista anche la gravità della situazione e il pericolo che le truppe austriache, approfittando del vantaggio territoriale e tattico ottenuto, dilagassero verso Edolo, Breno, il Sebino e giungessero a minacciare addirittura Brescia e le retrovie dell'esercito italiano che erano schierate verso Verona. I fanti piumati, che erano già ritenuti delle truppe "scelte", giunsero a Incudine il 3 luglio (1866) agli ordini del colonnello Nicostrato Castellini. In alta valle, in quel momento, dunque vi erano due comandi distinti: quello del Castellini e quello del Caldesi. Quest'ultimo che era stato colpito da un forte attacco influenzale che lo costringeva a letto, era stato portato in un baita in alta quota, dove aveva posto il suo comando e da dove era possibile avere una visione generale abbastanza completa delle forze e delle postazioni nemiche. I due colonnelli, appena avuto un primo abboccamento, si scontrarono immediatamente sulla strategia da tenere e sui metodi difensivi o offensivi da opporre agli austriaci che intanto continuavano a rinforzare la loro presenza in Vezza d'Oglio facendo affluire altre truppe e materiale bellico dalla vicina Val di Non e dal Trentino. Il Castellini, pur non conoscendo bene la zona oltre Vezza d'Oglio e all'oscuro della consistenza del nemico, sosteneva con foga che i prati e i boschi sopra Vezza erano la zona migliore per tentare una difesa "organica e staticamente valida" ma che questo stato di cose era solo momentaneo e temporaneo e doveva essere usato solo come base di partenza per passare poi, in pochi giorni, ad una immediata offensiva diretta.

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