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DAL 1796 AL 1861
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Era il 27 maggio 1796 quando, a soli 85 giorni dalla nomina di generale comandante in capo delle truppe per la "Campagna d'Italia" il giovane Napoleone Buonaparte (non ancora Bonaparte), che aveva appena compiuto 27 anni, alla testa delle inarrestabili truppe francesi, entrava per la prima volta in Brescia e vi soggiornava per due giorni. Esattamente otto anni dopo lo scoppio dei primi moti a Parigi, "la Rivoluzione" importata dalla Francia e già divulgata in gran parte dell'Europa centrale, aveva posto ufficialmente le sua fondamenta anche in nord Italia e, a seguito delle truppe di invasione guidate da Napoleone, fu instaurato, il 18 marzo 1797, il governo provvisorio bresciano. Le idee "giacobine" portarono non solo una forte intenzione di cambiamento politico-sociale (prevalentemente elitaria e decisamente poco polare !) ma divennero anche sempre più presenti e "alla moda" i simboli esteriori copiati dalla rivoluzione: sugli abiti dei "francès" (filo-francesi) comparvero coccarde, alle finestre delle case furono stese bandiere e fasce tricolori e furono innalzati, un poco ovunque, nelle piazze e sui sagrati delle chiese, gli alberi della libertà (simbolo della vittoria della rivoluzione sul vecchio regime). In aprile la Valle Camonica fu annessa alla provvisoria Repubblica Bresciana che era stata dichiarata dai "giacobini" bresciani in città e in tutta la provincia. Il nuovo ordinamento e le nuova società erano apertamente sostenuti più che dalle idee dalle armi e dai cannoni francesi. In maggio, due mesi dopo, Venezia e tutte le sue terre, oltre il Garda, furono cedute da Napoleone all'Impero d'Austria. L'antica e gloriosa Serenissima Repubblica di San Marco era caduta imbellamente, senza combattere, con un semplice decreto ducale del Maggior Consiglio che si diceva "disciolto". Mille anni di storia cancellati con una firma in calce al verbale di una assemblea che aveva perso tutto il suo grande splendore e la sua fierezza. Dal 1° maggio fu ufficializzata la nascita della "Provincia bresciana della Montagna", che pressappoco corrispondeva alla Valle Camonica che a sua volta fu suddivisa in 9 municipalità: Pisogne, Darfo, Bienno, Borno, Breno, Capodiponte, Cedegolo, Edolo, Pontedilegno. Il capoluogo di questa provincia (che ebbe vita breve) fu posto a Breno dove fu stanziato anche un nutrito contingente armato di milizie francesi.

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