SONDRIO: udienza per processo a carico di Gianluca Feliziano Mattioli

10/03/2021

Nuova udienza nella mattinata di ieri a Palazzo di giustizia a Sondrio, per il processo in Corte d’Assise per l’ipotesi di strage e altri reati minori a carico di Gianluca Feliziano Mattioli, 48 anni, nativo di Tirano e residente in località San Giacomo, nel territorio comunale di Teglio, detenuto da quando venne arrestato con ordinanza di custodia cautelare del gip chiesta dalla sostituta procuratore Elvira Antonelli, su indagini dei carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Sondrio. Il Tribunale del Riesame e la Cassazione poi avevano confermato l’ordinanza del 16 aprile 2020. L’uomo è sempre in carcere ed è accusato di avere appiccato il fuoco, attorno alle 22.40 del 15 marzo di un anno fa, all’esterno dell’abitazione in cui vive la famiglia di Maurizio Mottolini a Poggiridenti. Un rogo, secondo l’accusa, con inneschi artigianali che avrebbero interessato "il ballatoio del portone d’ingresso, il contatore e la conduttura del gas posti all’esterno dello stabile, al fine di uccidere quanti erano all’interno, compiendo atti tali da porre in pericolo la pubblica incolumità". Mattioli, secondo le indagini, è dunque accusato di essere l’autore dell’incendio doloso perchè voleva farsi giustizia da sè, in relazione a un presunto abuso sessuale subito in precedenza dalla sua compagna, nella zona del cimitero di Poggiridenti, ad opera del giovane che abita nella casa presa di mira. Mattioli, che nega la sua responsabilità, è anche accusato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni e di violazione a un avviso orale emesso dal questore di Sondrio. Nell’udienza sono stati sentiti Michael Mottolini che ha confermato di non aver visto niente, i carabinieri Sergio Sacia e Marco Scutellà che hanno confermato le annotazioni di servizio redatte il 13 marzo e relative alle minacce e il 15 marzo sempre del 2020 riguardanti il momento successivo all’incendio, il comandante della caserma di Teglio, maresciallo maggiore Silvano Speziali, sui tabulati telefonici delle chiamate intercorse fra gli imputati tra cui anche Alessia De Bernardi che sarà giudicata in altro processo con rito abbreviato, e Giovanni Ravizza, responsabile dei VVF intervenuti quella sera e che ha riferito che i pompieri erano giunti sul posto 7 minuti dopo aver ricevuto la telefonata dei Mottolini, ma di non aver visto alcun fuoco, che si era già spento completamente, che verosimilmente era stato causato da combustibile, ma che dopo la prima fiammata si era esaurito da solo. Venerdì l’ultima udienza.