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Palazzo Rizzieri, le sue strutture architettoniche sono del 1400 e il suo portale è databile nel 1600.
Parrocchiale di Ossimo Superiore, dedicata ai Santi Gervasio e Protasio, fu ultimata solo nel 1700 nel luogo in cui doveva sorgere un altro edificio del 1400, forse un castello o una roccaforte. La sua facciata, prospiciente un raccolto e
mistico piccolo sagrato in ciottoli di pietra locale, risalirebbe al 1600. Il portale in pietra di Sarnico si apre verso
l’altopiano di Borno. All’interno sono visibili delle decorazioni a stucchi del 1600. Una pala del 1843 di Antonio
Guadagnini è posta sopra l’altare maggiore di marmo.
Chiesetta di San Carlo, a Ossimo Superiore, eretta nell’anno 1614, su un piccolo colle, dominante tutta la media Valle Camonica, a ricordo della visita pastorale del cardinale Carlo Borromeo nel 1580. Il campanilismo esasperato tra le due frazione del comune, provocò invidie da parte di Ossimo Inferiore, che riuscì, dopo denunce e ricorsi all’autorità
ecclesiastica bresciana, ad ottenere, solo due anni dopo l’inaugurazione, nel 1616 l’interdetto della curia contro questo
edificio. Sulla parete del coro è visibile un affresco seicentesco.
La Parrocchiale di Ossimo Inferiore è dedicata ai Santi Cosma e Damiano, fu progettata e ricostruita nel 1730 sotto la direzione dei lavori del capomastro Domenico Tettamanti di Milano. Nel 1780 fu terminata la costruzione del campanile.
Successive e importanti modifiche furono apportate con un ampliamento nel 1905 da Fortunato Canevali. Domenico
Quaglia, nel 1749, affrescò la volta, mentre è di Domenico Nasino di Lovere (1732) la pala dell’altare maggiore, coi
patroni: i Santi Cosma e Damiano. E’ invece di Beniamino Simoni (1752 la bella statua lignea di Sant’Antonio da
Padova, mentre un statua di Sant’Eurosia è attribuita al tirolese Alois Costner (1877). Questa statua è particolarmente
cara ai fedeli locali poiché fu donata alla chiesa dai minatori di Ossimo emigrati in Sardegna.
A Ossimo Inferiore c’è anche la Chiesa di San Rocco del XV secolo. Fu distrutta il 6 aprile 1945, durante l’ultima guerra da una bomba d’aereo e ricostruita nel 1953. Si sono salvati dalla rovina solo alcuni affreschi originari del 1400,
attribuiti alla scuola del da Cemmo.
Fino a pochi anni fa esisteva in località Pat, una cappelletta a ricordo degli appestati del 1630. Ora è ridotta a macerie e completamente abbandonata.
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