BRENO: Assemblea della Comunità Montana...

20/04/2026

I temi finanziari e l'Ato (Ambito Territoriale Ottimale) al centro del confronto in Comunità Montana Valle Camonica: questa sera si riunisce l'assemblea con sette punti all'ordine del giorno. Per l’Ato di Valle Camonica il 2026 dunque dovrebbe essere l’anno delle decisioni definitive e ad affermalo è il presidente della Comunità montana Corrado Tomasi che, dopo aver ricevuto dal Politecnico di Milano il piano economico finanziario dell’Ambito camuno, nel quale si conferma che la Valle arriverà nel 2034 a 2 euro di tariffa («inferiore a quella del bacino di Acque Bresciane»), questa sera in assemblea dovrebbe rassicurare i 12 Comuni camuni che, attualmente, hanno affidato la gestione ad Acque bresciane. Da inizio anno le altre 28 Amministrazioni stanno approvando nei loro rispettivi Consigli comunali la proposta di istituzione dell’Ato della Valle Camonica e la delega alla Comunità montana a rapportarsi con la Regione per tutti gli iter burocratici. Questa sera dunque saranno analizzati indirizzi, criteri metodologici e condizioni per la futura integrazione nel programma degli interventi e nel Piano economico finanziario dell’Ambito dei Comuni con servizio idrico integrato gestito da Acque bresciane almeno fino al 2045. L’impegno preso è garantire a questi 12 Comuni, con una delibera, che non avranno disparità di trattamento in futuro, qualora decidessero di entrare e potranno decidere di rimanere con Acque Bresciane fino alla scadenza del servizio affidato, nel 2045, oppure scegliere di entrare nella gestione unica della Valle Camonica. Andrà, quindi, rivisto il piano economico finanziario in funzione dei nuovi ingressi. Gli esiti dello studio del Politecnico di Milano sono stati determinanti per concludere l’iter di avvio dell’Ato camuno e sono già stati concordati con i funzionari regionali e con l’Arera. Non appena raccolte tutte le delibere, la Comunità montana le trasmetterà in Regione, che formulerà la delibera di approvazione del piano economico finanziario perché la Valle possa, dopo anni di battaglie, dotarsi di un proprio ambito di gestione del ciclo idrico integrato.