VAL PALOT: morte di una piccola ma... grande stazione invernale
Come già raccontato ad inizio settimana, il comprensorio della Val Palot è stato completamente smantellato e resta solo lo skilift sotto sequestro. Dunque in mondo eoo sci bresciano perde una stazione sciistica che, per quanto piccola, per le sue caratteristiche era molto funzionale per allenamenti, gare e ai primi passi sugli sci. Il comprensorio della Val Palot è stato chiuso dallo scorso 28 dicembre, quando un addetto agli impianti aveva perso la vita mentre stava sistemando lo skilift e la società che gestiva il carosello, la Dnf Sport, è stata messa in liquidazione da Silvano Sorio e Nicoletta Merighetti, i titolari entrambi accusati di omicidio colposo. Se lo skilift è ancora sotto sequestro, e di conseguenza non può essere venduto, non è così per il resto delle attrezzature, ovvero il gatto delle nevi, che è stato acquisto da Montecampione, e diversi cannoni per la neve programmata, con anche le reti di protezione della pista, che invece sono stati acquisiti a Borno. L’Amministrazione comunale di Pisogne, ha anche cercato di avere informazioni precise poiché vorrebbe proteggere un patrimonio turistico, sportivo e di presidio… ma non ha mai avuto risposte e al sindaco Federico Laini non è arrivato alcun documento malgrado lettere a chi gestiva gli impianti. Per ora unica certezza è che il prossimo inverno la Val Palot non riaprirà anche se a fine 2024 il comprensorio aveva ricevuto quasi un milione dalla Regione per un progetto di rilancio, con potenziamento delle infrastrutture sportive e valorizzazione del territorio. Ora secondo Laini, quell’intervento avrebbe possibilità di andare avanti anche in chiave estiva, visto che era stato pensato per migliorare l’offerta invernale ma anche per destagionalizzare, attivando nuovi servizi e attività estive.